Storia Balbiani

Lo strumento, con i suoi 51 registri è il secondo organo più grande delle Marche. Proviene dal Santuario della Santa Casa di Loreto a seguito della costruzione di un nuovo organo.


Contiene materiale fonico risalente in parte al XVIII sec. di un organo della Ditta G. Callido di Venezia (4 registri) e in parte al 1902 di un organo della Ditta Vegezzi-Bossi di Torino (20 registri).


Nel 1947 S. E. Mons. Gaetano Malchiodi, Amministratore Ponrificio, avendo in mano il progetto del nuovo organo pensato dal M° Ulisse Matthey e completato dai maestri Adamo e Remo Volpi, interpellò per il rifacimento la Ditta Balbiani di Milano.

Fu convenuto di avere un primo corpo d’organo, l’organo principale, che includeva il materiale fonico esistente, portando il numero dei registri a 42 e fu aggiunto un secondo corpo, organo eco, sistemato sopra la S. Casa, formato da 7 registri di cui l’Arpa Celeste, rarissima.

Lo strumento, con una consolle di tre tastiere, era così formato complessivamente da 49 registri. Dopo vari ripensamenti lo strumento fu commissionato il 2 marzo 1949 alla Ditta Balbiani che in poco più di un anno lo costruì e lo pose in opera nella Basilica di Loreto.

L’inaugurazione avvenne il 5 agosto 1950 con un concerto inaugurale tenuto dal M° Adamo Volpi.


Nel 1991 l’Amministrazione Pontificia prese accordi con la Ditta V. Mascioni di Cuvio per la realizzazione di un nuovo organo a canne autorizzando lo smontaggio di quello esistente.


Nel 1991 la Cattedrale di S. Benedetto firmava l’accordo con l’Amministrazione Pontificia di Loreto per la cessione dello strumento.
Nel rimontaggio dello strumento sono stati aggiunti altri 2 registri sonori, il Corno da caccia 16’ al G.O. e la Tromba 8’ al Pedale.


Il 14 marzo 1992, alla presenza di S. E. Mons. Giuseppe Chiaretti e delle autorità locali, l’organo venne ricollaudato con un concerto inaugurale tenuto dal M° Giancarlo Parodi.